Tartaro: L'Abisso Piu Profondo dell'Oltretomba
Il Tartaro e la regione piu estrema di tutta la cosmologia greca, un abisso di profondita cosi insondabile che gli antichi Greci lo immaginavano giacere cosi lontano sotto l' Oltretomba quanto la terra giace sotto il cielo. Era simultaneamente un luogo, una prigione e un dio: uno dei primi esseri ad emergere dal primordiale Caos all'alba della creazione, e il piu profondo dungeon dell'universo, riservato ai piu terribili nemici dell'ordine divino e ai piu malvagi peccatori mortali.
Introduzione
Il Tartaro e la regione piu estrema di tutta la cosmologia greca, un abisso di profondita cosi insondabile che gli antichi Greci lo immaginavano giacere cosi lontano sotto l'Oltretomba quanto la terra giace sotto il cielo. Era simultaneamente un luogo, una prigione e un dio: uno dei primi esseri ad emergere dal primordiale Caos all'alba della creazione, e il piu profondo dungeon dell'universo, riservato ai piu terribili nemici dell'ordine divino e ai piu malvagi peccatori mortali.
Nella Teogonia, Esiodo descrive il Tartaro come un luogo buio e nebbioso circondato da mura di bronzo e tripla notte, da cui nessuno poteva mai ritornare. Quando Zeus rovescio i Titani e prese il controllo del cosmo, fu nel Tartaro che confino i suoi nemici sconfitti, rinchiudendoli sotto la terra sotto la guardia dei giganti centomani noti come gli Ecatonchiri.
La tradizione successiva espanse il Tartaro in un luogo di punizione morale: una regione dove le anime mortali colpevoli dei crimini piu gravi, l'hybris contro gli dei, l'omicidio, il tradimento e lo spergiuro, erano condannate a soffrire eternamente.
Importanza Mitologica
Il Tartaro occupa una posizione fondamentale nella cosmologia greca. Nella Teogonia di Esiodo, e nominato tra le primissime cose a venire all'esistenza, dopo il Caos e Gaia (Terra), e insieme a Eros (Amore). Come entita primordiale, il Tartaro non e semplicemente un luogo ma un principio cosmico: la profondita ultima, il confine finale sotto tutte le cose, il fondo assoluto dell'universo.
L'imprigionamento dei Titani nel Tartaro dopo la Titanomachia fu un atto definitivo del regno di Zeus. Gettando i suoi nemici nell'abisso e stabilendo gli Ecatonchiri come loro carcerieri, Zeus stabili l'ordine cosmico che avrebbe governato il mondo degli dei olimpici. Il Tartaro era cosi non semplicemente una punizione ma un elemento strutturale del cosmo.
Platone uso in seguito il Tartaro nelle sue opere filosofiche per esplorare il destino delle anime dopo la morte, descrivendolo come la destinazione finale dei malvagi incurabili, coloro i cui crimini erano cosi grandi che nemmeno la punizione divina poteva correggerli. Questo sviluppo filosofico diede al concetto di Tartaro una vita duratura nel pensiero religioso occidentale, influenzando i concetti cristiani primitivi dell'inferno e della dannazione eterna.
Descrizione e Geografia
Le fonti antiche sono coerenti nel collocare il Tartaro in fondo al cosmo, sotto anche il regno dei morti governato da Ade. Esiodo specifica che un'incudine di bronzo caduta dal cielo impiegherebbe nove giorni e nove notti per raggiungere la terra, e altri nove giorni e notti per raggiungere il Tartaro, rendendolo, in termini immaginativi, una distanza quasi inconcepibile al di sotto della superficie del mondo.
Virgilio, nell'Eneide, offre la descrizione piu elaborata del Tartaro nella letteratura antica: una vasta prigione buia tre volte piu ampia dell'Elisio, circondata dal Flegetonte (un fiume di fiamme), con torri di ferro, portali di adamantio e Tisifone (una delle Furie) di guardia all'ingresso, senza dormire e armata di una frusta di serpenti.
Miti Principali
La Titanomachia e l'Imprigionamento dei Titani: Dopo dieci anni di guerra, Zeus e gli Olimpici sconfissero i Titani, guidati da Crono. I Titani sconfitti furono gettati nel Tartaro, incatenati e posti sotto la sorveglianza degli Ecatonchiri.
La Punizione di Sisifo: Sisifo, l'astuto re di Corinto, aveva ingannato la morte due volte e sfidato gli dei con la sua astuzia. La sua punizione nel Tartaro era di rotolare un grande masso su un ripido pendio per l'eternita, solo per vederlo rotolare giu nel momento in cui si avvicinava alla cima, costringendolo a ricominciare senza fine.
La Punizione di Tantalo: Tantalo, un re a cui era stato accordato il privilegio di cenare con gli dei, ripago il loro favore uccidendo il proprio figlio Pelope e servendo la sua carne a un banchetto divino. La sua punizione nel Tartaro era di stare in una piscina d'acqua sotto alberi da frutto: ogni volta che si chinava a bere, l'acqua si ritraeva; ogni volta che allungava la mano verso il frutto, i rami si ritraevano. La parola "tantalizzare" deriva direttamente dal suo nome.
La Punizione di Issione: Issione, un re mortale, tento di sedurre Era, regina degli dei. Zeus lo puni legandolo a una grande ruota ardente che gira per sempre nel Tartaro.
Le Danaidi: Le cinquanta figlie di Danao, che assassinarono i loro mariti la notte di nozze, furono condannate nel Tartaro a portare acqua in giare perforate, cercando per sempre di riempire un vaso che non puo mai essere riempito.
Contesto Storico
Il concetto di Tartaro come luogo di punizione divina riflette un profondo impulso umano di immaginare la giustizia che si estende oltre i limiti della legge mortale. Le categorie di peccato punite nel Tartaro, in particolare l'hybris contro gli dei, il tradimento dell'ospitalita e i crimini contro la famiglia, rivelano i valori che gli antichi Greci consideravano piu fondamentali.
L'uso del Tartaro da parte di Platone in dialoghi come il Fedone, il Gorgia e la Repubblica lo trasformo da luogo mitologico in concetto filosofico. Per Platone, il Tartaro rappresentava il destino delle anime irrimediabilmente corrotte. Questa raffinazione filosofica diede al concetto di Tartaro una rispettabilita intellettuale che aiuto a portarlo avanti nelle tradizioni religiose successive. La parola "Tartaro" appare persino una volta nel Nuovo Testamento (2 Pietro 2:4), dove si riferisce al luogo dove gli angeli caduti sono imprigionati.
Il Tartaro come Divinita Primordiale
A differenza della maggior parte dei luoghi nella mitologia greca, il Tartaro non era semplicemente una posizione ma un dio, uno dei piu antichi nel pantheon greco. Nella genealogia di Esiodo, il Tartaro e tra le prime quattro entita ad esistere, emergendo dal primordiale Caos insieme a Gaia e Eros.
Il Tartaro come dio genero diversi figli significativi. Con Gaia (Terra), genero Tifone, l'ultimo e piu terribile mostro a sfidare il regno di Zeus, una creatura di tale potere che anche gli dei olimpici fuggirono da lui in preda al terrore. Alcuni resoconti fanno anche del Tartaro il padre dei Giganti che combatterono nella Gigantomachia.
Domande Frequenti
Qual e la differenza tra il Tartaro e l'Ade?
Chi era imprigionato nel Tartaro?
Il Tartaro e un dio o un luogo?
Quanto e profondo il Tartaro nella mitologia greca?
La parola 'Tartaro' appare nella Bibbia?
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SisifoL'astuto re condannato a rotolare il suo masso per sempre
TantaloIl re che tradì gli dei e diede il suo nome al verbo 'tantalizzare'
Fiume StigeIl fiume confine dell'Oltretomba, che scorre attorno al Tartaro